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BLA
BLA *
"BLA
BLA” è il titolo del primo lavoro, che pesca materialmente nelle
discariche oggetti e simboli della nostra cultura usa e getta per
rileggerli e reinterpretarli attraverso il medium della parola, ed è un
vecchio apparecchio TV privato delle valvole e del video: strumento
principe della nostra comunicazione quotidiana, è stato utilizzato come
una cornice - contenitore dell’opera; poggia - come un quadro - su un
cavalletto da pittore, arricchito da un drappo di rosso velluto, parla
silenziosamente, dice e non dice attraverso fotocopie piene di blablabla
in nero su bianco, il quotidiano chiacchiericcio della TV e della carta
stampata, che dice tutto e nulla al nostro approccio spesso incidentale e
superficiale. All’interno di questo indistinto parolìo si piazza
centrale, fotocopia a scritte bianche su fondo nero, una poesia con
pretesa di parola e comunicazione: pochi versi dimessi, un ritrovarsi -
non qui, non ora - un pensiero, un barlume di coscienza. |
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DECANTAZIONE *
“DECANTAZIONE” 1997 - è il titolo di
questa installazione, costituita da uno stendino per biancheria pieno di fogli bianchi stesi con le mollette ad “asciugare”, una serie di bacinelle bianche anch’esse che raccolgono lo
sgocciolio di questo bucato in cui oltre all’acqua, dai fogli, sono “decantate” appunto alla rinfusa, sul fondo dei bacili, le nere lettere che in origine componevano frasi o versi scritti a macchina sui fogli ora tornati immacolati.
In polemica col chiasso e col frastuono assordante di una stupidità imperante, quest’opera invita al silenzio, alla riflessione sui significati più profondi delle parole in generale; ma riflette e si stacca ancora da un’idea di scrittura così come tradizionalmente intesa, cioè impostata sui binari delle convenzioni letterario - grammaticali. |
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* SENZA
TITOLO *
“SENZA TITOLO” consiste nella “mutazione” di un testo scritto in piombo.
Recuperata una vecchia macchina da linotype ho fuso nel piombo i caratteri, componendo versi di metallo con forte “peso specifico”. Legate le righe con lo spago secondo il rituale tipografico, ho poi montato i testi su spezzoni di legno grezzo di abete e poiché le matrici di piombo erano impresse da destra verso sinistra, ho sospeso con un mollone e del filo di ferro zincato un frammento di specchio con l’inclinazione giusta per consentire una lettura “riflessa” dei versi.
Completano l’installazione una molletta da bucato che trattiene un cerino e una candela, simboli dell’illuminazione da realizzarsi al termine del processo di “riflessione”.
Legate le righe con lo spago secondo il rituale tipografico, ho poi montato i testi su spezzoni di legno grezzo di abete e poiché le matrici di piombo erano impresse da destra verso sinistra, ho sospeso con un mollone e del filo di ferro zincato un frammento di specchio con l’inclinazione giusta per consentire una lettura “riflessa” dei versi.
Completano l’installazione una molletta da bucato che trattiene un cerino e una candela, simboli dell’illuminazione da realizzarsi al termine del processo di “riflessione”. |
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* COVA *
“COVA” 1997, tre sedie nere, al di sotto delle quali ardono ceri affondati nel truciolo di legno a riscaldare tre corrispondenti bocce di vetro colme d’acqua posate sulle sedie, con dentro tre uova nere contenenti dei versi in probabile schiusa.
Al di sopra delle sedie oscillano tre pendolini di piombo simbolo della ricerca.
In sottofondo continuo un nastro magnetico riproduce il complicato rumore meccanico della linotype. |
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* FLANO
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In ”FLANO” una gruccia in fil di ferro reca legati a delle corde, alternativamente, piombini e pezzi di poesia, cioè tavolette di “flano” - il materiale con cui si realizzavano i timbri dalle matrici di piombo, su cui sono incisi in positivo i versi prima riflessi nel piombo in negativo.
Su una base più in basso due plateau per uova “chiodati”, fiammiferi e candele da accendere e infilzare come offerta votiva per festeggiare la “riscoperta”. |
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