* DIMENTICARE IL NAPALM *

“DIMENTICARE IL NAPALM”, è costituito da una mano aperta in tensione (residuo di un vecchio manichino) risucchiata all’interno di una lattina di coca cola: accanto altre lattine schiacciate, come se altre mani, altri corpi fossero stati risucchiati e schiacciati.
L’opera richiama il tragico periodo del Vietnam, nell’intento (si tratta di un allestimento di fine secolo) di bloccare nel nostro immaginario epoche e situazioni che ritenevo necessario non rimuovere. L’installazione si completa di ceri in barattoli riciclati - unica illuminazione prevista per l’intero allestimento montato all’interno di una specie di “catacomba” metropolitana, un sotterraneo in pietra e cemento nudo - e di alcune immagini di donne e bambini prigionieri fotografati e schedati poco prima dell’esecuzione. 

 

* SENZA TITOLO *

“SENZA TITOLO” - 1998, si compone di una pedana in legno con sopra due cavalletti da lavoro sui quali, come a delle stampelle, si appoggia - meglio si sospende - una specie di “reduce”, un torso con le sole braccia, privato delle gambe delle mani e della testa, di cui restano solo dei moncherini sporchi e fasciati. Alle spalle del busto un apparecchio TV sventrato ma inquietante, probabile autore del massacro; alla base del gruppo un piattino per le offerte dei passanti al “povero storpio”. In questo caso la forza dell’installazione sta nell’effetto di spiazzamento creato dall’accorgersi solo in un secondo momento che il “reduce” ha perso la testa, quindi dovrebbe essere morto, mentre sembra li’ bloccato in attesa forse del click di un telecomando per spegnersi definitivamente.

 

* NECESSARIO MINIMO *

Una parete di circa sei metri quadri allestita come un magazzino della memoria, un rifugio post-atomico dove residuano ricordi, oggetti, spezzoni di emozioni, frammenti di parole. Vecchie TV con versi scritti sul vetro illuminati dall’interno da lampeggiatori stradali, radio d’epoca, vecchi telefoni, bobine cinematografiche, barattoli, casse, bombole d’ossigeno, scarti eterogenei, materiali di risulta e di recupero omogeneizzati e riplasmati in un bagno monocromo d’argento, come una stratificazione temporale o una esplosione atomica.
Il tutto bloccato: unici movimenti quelli delle luci, in profondità i lampeggiatori, in orizzontale i versi rossi che scorrono in loop attraverso una titolatrice. In abbinamento una sonorizzazione campionata suddivisa in due parti: la prima con la mia voce - in positivo - recitante i testi e modificata in tre differenti tonalità e timbri, come se ci fossero tre distinti lettori; la seconda parte col mio timbro naturale ma perfettamente a ritroso, come una nuova lingua dalle sonorità sconosciute.

 

* NE JETEZ PÀS AUCUN SOBJECT PAR LA FENETRE *

“NE JETEZ PÀS AUCUN SOBJECT PAR LA FENETRE” si compone di tre apparecchi TV di recupero completamente svuotati e verniciati d’argento, chiusi esternamente da griglie metalliche e dall’interno da fondali con collages di fotocopie multiple di un mio autoritratto “elettrizzato” da scariche fluorescenti. Sulle griglie, delle fotocopie di un mio testo scritto col dymo scisso in tre parti (scomponobile e ricomponibile come le TV), mentre dall’interno sfuggono “scariche” di fil di ferro, in cima a questo “totem” un grosso scarafaggio nero gonfiabile. Si tratta di una via di mezzo fra il totem e l’inceneritore di insetti; la griglia impedisce ironicamente la defenestrazione del soggetto; il gioco dei testi e dei versi continua con la possibilità di alterarne la consecutio a libera scelta dell’osservatore: il testo diventa un oggetto “componibile”.

 

* GIACCA VOLANTE *

Si tratta di una giacca dell’aeronautica militare sospesa a braccia aperte come se volasse, aperta e foderata delle immagini -rese col procedimento concettuale già indicato - immagini di turbine da reattore coi circuiti messi a nudo. L’interno della giacca è costellato inoltre di piccolissime lampadine a luce bianca che ne aumentano la sensibilità accentuando l’enfasi del pezzo. La giacca farà parte di un gruppo di tre in successione di volo con sottofondo di rombi di reattore a volume variabile.